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CONDANNATA PER AVERE INGIUSTAMENTE ACCUSATO UN UOMO DI OMICIDIO

Sciacca, 24/03/2009
Venti mesi di reclusione per una donna di 42 anni che nell’estate del 2007 avrebbe falsamente incolpato un uomo di Sciacca dell’omicidio di Sabine Maccarone, la donna trovata cadavere a Mazara del Vallo nell’aprile del 2007 dopo avere abitato e lavorato nella città termale per diverso tempo. Benedetta Campo, palermitana ma residente a Sciacca, è stata condannata al termine dell’udienza tenutasi davanti al Gup del Tribunale di Sciacca, Salvatore Giannino. Secondo la pubblica accusa, nel corso di una telefonata effettuata al commissariato di Sciacca, Benedetta Campo avrebbe riferito che il responsabile di quell’efferato omicidio era stato il saccense Sutera, pur sapendo che l’uomo non aveva avuto nulla a che vedere con quel fatto di sangue. La Campo avrebbe anche infierito sull’uomo e sulla moglie, Francesca Novembrino, con ingiurie e minacce di morte. Sabine Maccarrone, aveva lavorato a Sciacca in un bar, era parecchio nota e certamente aveva avuto contatti con persone del luogo ed in più occasioni. Aveva abitato una casa di via Puleo che era di proprietà della famiglia di Gianni Melluso, noto alle cronache avere accusato negli anni ’80 il presentatore Enzo Tortora di detenzione e spaccio di cocaina. Sabine Maccarrone aveva avuto une relazione con Giuseppe D’Assaro, pregiudicato per omicidio, che era stato compagno di cella di Melluso nel carcere di Catania. D’Assaro era scomparso contemporaneamente alla ragazza trovata cadavere nel pozzo. Poi si costituì confessando di essere stato lui ad uccidere la donna. Della vicenda si era occupata anche la trasmissione “Chi l’ha visto ?” nell’ambito delle ricerche di Denise Pipitone, la bambina scomparsa nel 2004. Un legame tra i due casi c’è, ed è il fatto che D’Assaro era stato sposato con una zia di Jessica Pulizzi, indagata per la scomparsa della Pipitone. Un’intervista a Melluso fece particolare scalpore: l’ex pentito parlò della donna uccisa e di quel suo compagno di cella che gli avrebbe anche fatto confidenze sulla scomparsa della bambina. D’Assaro si sarebbe anche autoaccusato della morte della piccola Denise, avrebbe confessato al procuratore della Repubblica di Marsala, Silvio Sciuto, di aver aiutato l'ex moglie a disfarsi del corpo della piccola. Una ricostruzione che però non ebbe ulteriori riscontri. I due episodi, la scomparsa della bambina e la morte della Maccarrone, si sono quindi incrociati, dando vita inoltre alla ricomparsa su giornali di Melluso, oggi cinquantenne ed ancora detenuto, che in più occasioni torna però nel suo paese d’origine grazie a dei permessi speciali.