|
La mia storia, Da
bambino ascoltavo la bellissima voce di mio fratello Andrea che si accompagnava
con la chitarra. Tutte le mattine mi svegliavo con questo suono meraviglioso,
mi sembrava di essere in paradiso.
Da lui ho preso le mie prime lezioni di, sentivo dentro di me una cosa
grande, che mi portava sempre a studiare e ad ascoltare tutti quelli
che mi precedevano chitarristicamente, per prendere il meglio e farne
un tesoro. Contemporaneamente, facevo l'apprendista mobiliere dai migliori
artigiani saccensi.
Essendo nato nel palazzo San Giacomo, vicino alla Villa, spesso andavo
a raccogliere le foglie verdi dagli alberi e mi facevo i fischietti
per suonare; poi andavo al canneto dei Mulinelli e prendevo le canne
per fare i flauti; mentre, nella spiaggia di Cammordino, prendevo i
legni che arrivavano dalle navi distrutte dalla guerra e mi costruivo
le chitarre. E' incominciai a suonare con il trio Bonsignore nelle feste
in casa e in campagna a domicilio dai contadini.
La sera suonavo al teatrino "Opera dei Paladini" condotto
dal bravissimo Don Guglielmo Canino. In seguito, ho fatto parte dell'orchestra
"I Gatti Selvaggi" di Carlo Verde e poi ancora dell' Orchestra
di Agrigento con Pasquale Gallo, Sasà Greci e Pippo Flora; dell'orchestra
di Castelvetrano, con un bravissimo sassofonista; dell'orchestra di
Mazzara del Vallo, con Giattino al sax; e infine dell'Orchestra Cicino
di Sciacca alla quale anno preso parte moltissimi bravissimi musicisti
saccensi. Uno di questi è il bravissimo sassofonista Stefano
Verde.
Contemporaneamente davo lezioni a mio fratello Giuseppe, che il grande
Cicino ha voluto, fin da piccolo, nella sua orchestra.
Spesso ci esibivamo come duo di chitarre e, come duo, abbiamo partecipato
alla trasmissione radiofonica "Campanile d'Oro" condotta da
Nunzio Filogamo, Tortora, Silvio Noto, Turi Ferro, ecc
conclusasi
a Milano televisivamente. Dopo di ciò, abbiamo fatto parte di
una compagnia di riviste e da qui, piccole apparizioni televisive, filmini
e documentari.
Con l'aiuto del grande trombettista Giovanni Mondino, abbiamo suonato
col grande complesso americano di Perez Prato, in tournee per teatri
del settentrione. Io, per motivi di famiglia, mi sono staccato dal complesso
e da mio fratello Giuseppe e sono andato a suonare a Milano con l'Orchestra
Alceo Guadelli. Contemporaneamente, facevo i turni di registrazione
per la casa discografica "La Voce del Padrone" e per la RAI,
Radio Televisione Italiana, con il maestro Giacomazzi. Dopo ho fatto
parte dell'orchestra "Gorni Kramer". Dopo ho suonato al casinò
di San Remo con l'Orchestra Vittorio Paltrinieri . Successivamente,
con il maestro violinista Lino Siricio, suonando a Venezia e in Svizzera.
Ho inoltre suonato: con l'orchestra del maestro pianista grande e nobile
Gelnini di Monza insieme al grande batterista Battaglioli, in tournee
a Firenze, Napoli e Roma; con l'orchestra Piero Spairani per sei stagioni
a Sirmione nel lago di Garda; con il trio Dino Molteni, ho suonato ad
Abano Terme e in Olanda a Rotterdam.
Dopo di ciò, sono rientrato a Sciacca per motivi e doveri di
famiglia, continuando a suonare con l'orchestra "I Mastini"
e poi in duo con Pietro Piazza.
Adesso suono come solista di chitarra, in questi ultimi tempi, da quando
sono in pensione, ho sentito il bisogno di andare a suonare a fil di
voce, passeggiando nei giardini e lungo le strade panoramiche di Sciacca.
Il tempo passa e incomincio a riflettere sul mio passato artistico,
instancabile ed entusiasta della vita, felice di aver seguito con gioia
la grande passione della musica poetica didattica.
In molti anni della mia vita, ho composto, fra didattica e canzoni,
circa seicento lavori ispirandomi alle emozioni ricevute dalla vita.
Tutte le opere sono registrate su nastro ed alcune pubblicate insieme
ad un metodo per imparare la musica con la chitarra. Parte del lavoro
è "canticchiato" da me, per ricordare divertendo, i
fatti e le sensazioni ricevute.
Nella lunga esperienza mi fa riflettere quanto è bella la vita
sotto tutti i punti di vista, ma soprattutto quando è vissuta
con amore per gli altri. E pensare quanto è bella e grande la
natura che Dio ci offre: la terra, il mare, il cielo, la luna, le stelle,
il Sole, il verde, gli alberi, i fiori, i laghi, tutta questa natura
in trasformazione offre uno spettacolo infinito.
Da bambino non ho avuto tanto, ma sono cresciuto con molta difficoltà,
in mezzo a tanta miseria e guerre e da ciò traggo fuori che la
più bella cosa che ho fatto, suggeritomi dall'istinto della natura,
è stata quella di sfidare le sorti della vita, rischiando e lasciando
la mia arte, come artigiano mobiliere liutaio, per fare il musicista
e dire la verità, mi sono trovato meravigliosamente bene.
Adesso posso notare tutte queste differenze ed è stupendo, perché
lo faccio passeggiando in tutti i posti panoramici di Sciacca, suonando
la chitarra a fil di voce e a riflettere sul mio passato.
E quello che provo dentro di me è indescrivibile. E' meraviglioso
quello che dicono tutte le persone: amici, turisti, scolari, anziani,
vecchi e bambini, quando ti sentono suonare la chitarra. E da ciò
traggo il valore della vita. Non c'è ricchezza che può
eguagliare questo modo di vivere: Scrivendo e musicando tutte le sensazioni.
Le mie prime canzoni le ho scritte dopo essermi ritirato da una lunghissima
carriera musicale suonando in Italia e all'estero, in parte anche con
mio fratello e allievo Joe Cusumano, il quale si stabilì e si
è affermato nel nord Italia, come uno dei più importanti
chitarristi jazz italiani, suonando al Teatro della Fenice di Venezia
con il grandissimo violinista americano Joe Venuti.
Io, per motivi di famiglia, sono rientrato a Sciacca. Avendo avuto tanti
ricordi soprattutto a Sirmione sul lago di Garda, mi sono ispirato un
brano per Luigina dal titolo "Se tu mi amerai". E ho continuato
a scrivere sino ad oggi, scrivendo anche un metodo collettivo per l'insegnamento
della musica e della chitarra, per unire la gente nel piacere della
musica.
Continuando a suonare e ad insegnare musica e chitarra nella provincia
di Agrigento, scrivo una lunghissima catena di composizioni per bambini
a sfondo educativo-didattico, portato e sperimentato nelle scuole con
tanto successo.
Il tempo passa, e da quando sono in pensione, la mia vita è diventata
una festa, passeggiando nei giardini, in mezzo al profumo del verde,
ammirando i fiori, gli alberi e la bella natura e contemporaneamente
sono a contatto con molte persone, ma soprattutto con i bambini, con
i quali riesco a comunicare a prima vista, girando intorno ai loro giochi
nei giardini comunali, cantando una canzoncina ispirata a loro, dal
titolo "Le slavette girotondo", dando sollievo ed allegria
a tutta la gente e a me stesso.
I giorni festivi vado a passeggiare, sempre suonando, lungo la panoramica
della Perriera e lungo quella di Cammordino, fino alla Rocca Sant' Elmo.
Essendo nato a Sciacca, ho visto crescere e ingrandire la nostra città,
con cose fatte belle e con cose fatte brutte, ma tutto sommato, è
cresciuta stupenda per la sua natura, fra mare e monti e tramonti di
Sole. Potete immaginare, con tutti i miei ricordi d'infanzia, le sensazioni
che provo; infatti, passeggiando con la chitarra, dalla Madonna di Cammordino,
costeggiando piano, piano, mi guardo intorno e vedo tanta bellezza,
ma non sopporto tanta amarezza: hanno ucciso la Rocca Sant' Elmo, levandoci
l'acqua da bere intorno, mentre la Coda della Volpe, e la Rocca Palumma
gridano e protestano per lei. Io mi giro ancora intorno e vedo lo scempio
sul Monte Kronio che piange con cinque cave di lacrime, scavate nella
sua faccia che guarda il mare di Sciacca e tutti i paesi intorno.
Solo il dottore Scaturro e il professore Cantone hanno saputo fermare
questo disastro visto dal mare. Io prego voi potenti, di non fare male
alla natura e alla gente, come avete fatto con il campo sportivo, mettendo
dentro un mostro di teatro, che non sarà mai attivo.
Ma un gruppo di turisti di passaggio dalla villa comunale, mentre suonavo
e cantavo "Sciacca mia", mi dicevano senza paura: "questo
teatro è da abbattere, è un vero mostro della natura e
sicuramente voi siciliani fareste una bella figura, veniamo da Bergamo
e non immaginavamo tanta bellezza a Sciacca e dintorni; però
voi saccensi siete buoni e i prepotenti vi fanno a polpettoni
"
Come vedete, andando in giro a suonare con la chitarra a fil di voce,
avendo tutti questi incontri con la gente, la mia vita è diventata
uno spettacolo continuo (sempre a mio piacere) e, naturalmente, provando
tutte queste nuove sensazioni, vengono ispirate le mie ultime canzoni
e provo che hanno un rapporto vivente. Ed è come creare una cosa
insieme con chi mi ispira e si ha la sensazione che siamo entrambi padroni
ed entusiasti di questa cosa, che poi è una canzone e un grande
ricordo di amicizia, di amore. Tutto è che la canzone vive nei
nostri sentimenti e rimane, a mio parere, un grande ricordo. Quando
mi ispiro, dentro di me c'è un animo di bambino, pieno d'amore
e sincerità e come tale vengono cose vere e belle e provo che
il mio amore è profondamente umano e passionale.
Le parole che scrivo escono dal pensiero istintivo, ma sempre pulito,
con molta voglia di manifestare il mio amore per le persone.
Devo dire che, suonare la chitarra, mi rallegra e mi porta sempre a
inventare cose nuove.
Questa mattina mi sono svegliato pensando a tutte le simpatie amorose
che mi hanno dato vita, passione, sempre col pensiero di amarle e proteggerle
dal male che potrebbe loro capitare in questa società strana.
Io le vorrei tutte vicine per aiutarle a vivere, come loro aiutano me,
che mi hanno dato tanto per la mia arte poetica musicale nell'ispirazione
dei miei brani composti, per le sensazioni ricevute nel conoscerle al
primo incontro, avendomi lasciato uno straordinario ricordo, sempre
positivo, della loro personalità, svariata ma sempre straordinaria
e attraente. Come dicevo precedentemente tutto questo avviene da quando
sono in pensione, suonando nei giardini in mezzo al profumo dei fiori
e nelle strade panoramiche della bella Sciacca, turistica e colorata,
in riva al mare, passeggiando vicino le persone, con le quali scambio
la mia grande passione.
Domani è la notte di San Valentino e mi vengono in mente tutte
le donne e le ragazze che grazie alle loro originali, virtuose e genuine
bellezze, piene di sincerità e affetto per me e per la mia musica,
mi hanno ispirato le note amorose.
Ogni canzone è un fatto vero e reale, che io faccio quasi sempre
notare nelle musiche e nelle parole. Ed io vivo di questo, grazie a
voi. Quando suono con la chitarra uno dei brani dedicati a voi, mi ritornano
in mente tutte la vostra personalità e credo che per me questo
è uno stimolo per andare avanti nella vita. Spero di dare a tutte
le mie ispiratrici, un nastro registrato con le loro canzoni e poesie,
come ho gia' fatto con tante persone, con l'augurio di poterci incontrare
vivendo le stesse emozioni.
|